La “Grande Guerra” (1915-18): i calciatori morti per la patria

La “Grande Guerra” (1915-18): i calciatori morti per la patria

Il 23 maggio 1915 il campionato di calcio (la sua definizione all’epoca era Prima Categoria) sta per concludersi: il girone finale Nord era giunto all’ultima giornata: Genoa-Torino e Milan-Inter. Genoa capolista, Torino e Inter inseguono a -2. Il giorno prima, però, viene dichiarata la mobilitazione generale e quella notte la FIGC decise di sospendere il campionato. Il telegramma della FIGC era chiaro: “In seguito mobilitazione per criteri opportunità sospendesi ogni gara”.

Virgilio Fossati (Caduto in Guerra)

Come descrive Enrico Brizzi ne “Il meraviglioso giuoco, pionieri ed eroi del calcio italiano 1887/1926” in pochi compresero subito cosa stava accadendo: "Poi accadde qualcosa che nessuno aveva mai visto succedere: gli arbitri, trasfigurati in gravi banditori dei tempi andati, presero la parola all'unisono sui diversi campi per annunciare al pubblico, desideroso più che mai di distrazioni, e ai giocatori attoniti, che la festa era finita. Diedero pubblica lettura, le giacchette nere, del comunicato col quale la Federazione Italiana Giuoco Calcio deliberava la sospensione immediata dei tornei di ogni ordine e grado in vista dell'entrata in guerra contro l'Austria-Ungheria. All'inizio la gente non capì che nel provvedimento erano incluse anche le partite del pomeriggio, e iniziò a realizzare cosa stava succedendo solo quando gli arbitri, da Nord a Sud, rientrarono negli spogliatoi portando con sé i palloni".

Il 24 maggio 1915, dopo aver mantenuto a lungo la propria neutralità e aver poi firmato segretamente il Patto di Londra che sanciva l’Alleanza con le forze dell’Intesa già in guerra da ormai un anno contro Austria e Germania, l'Italia dichiarò guerra all'Austria ed entrò così nella Prima Guerra Mondiale, aprendo il Fronte del conflitto nell’Italia nord-orientale lungo le frontiere alpine. Fino alla fine delle ostilità (4 novembre 1918), partirono per il fronte circa 5 milioni di soldati italiani: 620.000 di loro non sarebbero mai tornati a casa, e circa 1 milione avrebbero portato addosso per sempre le ferite di quella guerra. Tra i giovani che andarono al fronte, tanti erano sportivi, moltissimi di loro calciatori: si stimano oltre 300 caduti sul campo di battaglia, eroi della patria, morti per l’Italia.

Tra i calciatori caduti in guerra, molti furono decorati al valore militare per gli atti eroici compiuti. Nel lungo elenco dei caduti, ricostruito in occasione del centenario della Guerra per opera dello “Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare”.

Ricostruzione dell'elenco dei calciatori caduti durante la Guerra 1915-1918 (dalle risultanze di ’Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare e altre fonti*)

 

NOME

COGNOME

DATA (O IPOTESI) DELLA SCOMPARSA

MILAN

1.          Erminio

BREVEDAN

07/20/15

2.        Enrico

CANFARI*

22/10/15

3.        Edoardo

COLOMBO

12/07/16

4.        Domenico

MODA

15/10/15

5.        Egidio

ROVELLI

28/01/18

6.        Giuseppe

SOLDERA

25/10/17

7.         Alessandro

CALDERARI

23/08/17

8.        Arnaldo

CARITO

03/09/17

9.        Luigi

FORLANO

16/07/16

10.    Gilberto

PORRO LAMBERTENGHI (VICEPRESIDENTE)

27/08/17

11.      Paolo

WILMANT

20/01/18

12.    Mario

AZZOLINI

25/11/16

13.    Glauco

NULLI

22/05/17

INTERNAZIONALE

1.           Virgilio

FOSSATI

29/06/16

2.         Avv. Luigi

BOFFI

11/11/15

3.         Osiride

BRUNELLI

11/01/15

4.         Giuseppe

CAIMI

14/12/17

5.         Giulio

BAVASTRO

28/01/18

6.         Ugo

JOIMA

07/01/16

7.         Camillo

BARASSI

 

8.         Egidio

BERTAZZONI

 

9.         Achille

BESOZZI

 

10.    Mario

BOTTIGELLI

 

11.       Enrico

BREGA

 

12.    Marco

CAIMI

 

13.     Enrico

CASTIGLIONI

 

14.    Mario

CORINO

 

15.     Carlo

FUMAGALLI

 

16.     Egidio

LANZI

 

17.     Ludovico

LUDOVICI

 

18.     Aldo

MATTANA

 

19.     Piero

MAZZOLENI

 

20.  Aristide

NEGRI

 

21.    Mario

NOVELLI

 

22.  Benvenuto

PISELLI

 

23.  Senio

PROTTI

 

24.  Marco

RESNATI

 

25.   Silvio

RESNATI

 

26.  Giacomo

SARTORIO

 

27.   Annibale

SPANGARO

 

28.  Ugo

TALAMONA

 

29.  Franco

BONTADINI

 

30.  Giovanni

BETTINZOLI

 

31.     Giovanni

MAURO

 

Conto salatissimo lo pagarono le milanesi, Inter e Milan soprattutto: 31 i tesserati nerazzurri, 13 tra giocatori e dirigenti rossoneri persero la vita nella Grande Guerra. Tra i caduti, anche il Capitano dei Nerazzurri e della Nazionale italiana  (giocò e segnò anche nell’esordio del 15 Maggio 1910) Virgilio Fossati, un metro e ottantotto centimetri.

Fossati giocò 12 incontri in Nazionale, divenendone anche capitano. Indossò la maglia azzurra anche contro la Svizzera a Torino, il 31 gennaio 1915. Nessuno lo fermava. Tre palloni entrarono nella rete svizzera e uno in quella italiana. Poi arrivò la Grande Guerra anche in Italia, e il capitano partì per il fronte lungo il confine nord-orientale come sottotenente nell’esercito. Alcuni mesi dopo anche qui fu nominato capitano, ma una pallottola austriaca lo fermò a Monfalcone sull’Isonzo il 29 giugno 1916. Non fu possibile recuperarne la salma e gli venne conferita la medaglia d’argento al valor militare: “Dopo aver svolto in tutte le fasi del combattimento attiva e audace opera si offriva spontaneamente per rintracciare possibili varchi nel reticolato nemico ed in tale ricerca cadeva colpito a morte incitando i soldati ad avere fiducia nell’esito vittorioso dell’azione.”  Nell’Inter militava anche il calciatore maggiormente decorato nella Prima Guerra Mondiale: Giuseppe Caimi. Arruolato negli Alpini, partecipò alla conquista del Monte Cauriol nell’agosto del 1916, pochi mesi dopo essersi meritato una medaglia d’argento al valor militare. Una seconda gli venne conferita nel novembre 1917 durante un’azione nella ritirata dopo Caporetto, durante la quale riuscì a impossessarsi di una mitragliatrice austriaca. Poche settimane dopo sul Grappa, e precisamente sul Monte Valdera, fu ferito gravemente e trasportato all’ospedale militare di Ravenna dove morì il 26 dicembre successivo. Per il coraggio mostrato nella sua ultima e fatale battaglia fu insignito della terza medaglia d’argento al valor militare commutata dopo la guerra in una d’oro.

Tra i rossoneri, il primo a morire fu il giovane Erminio Brevedan che aveva disputato con il Milan solo 5 partite. Lasciati i panni dell’attaccante, Brevedan indossò quelli del sottotenente dell’esercito italiano, Brigata Marche, 55° Fanteria, impegnata in Cadore. Qui, il sottotenente Brevedan, a metà luglio si registrò il primo sanguinoso scontro contro le posizioni nemiche: due battaglioni del 55° avanzarono verso Monte Piana, esposti al micidiale fuoco austriaco tra il 17 e il 20 luglio. Brevedan Erminio di Elia fu tra gli 87 caduti (e 800 feriti), uno degli 8 ufficiali che persero la vita sul Monte Piana il 20 luglio 1915. Non aveva ancora compiuto 22 anni: ferito a una mano, continua l’assalto alla trincea nemica, ma un secondo proiettile è fatale. Il Milan perde anche il suo vicepresidente Gilberto Porro Lambertenghi, che morì il 27 agosto 1917 sulla Bainsizza, durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo; aveva meno di 34 anni. Qualche mese prima era morto un altro rossonero, Glauco Nulli, aspirante ufficiale, ucciso il 22 maggio mentre difendeva una postazione sul Colbricon. Il sacrificio gli valse la medaglia d’argento al valor militare. Un altro rossonero, pur sopravvivendo al conflitto, dovette abbandonare la carriera di calciatore per le ferite: si trattava di Attilio Trerè, che segnò il primo gol nella storia dei Derby della madonnina e che fece parte della prima storica partita della Nazionale italiana.

Sul Monte Valbella tra Sasso di Asiago e cima Ekar, il destino fece incontrare le sorti di Julio Bavastro italo-paraguaiano ex giocatore di Milan e Internazionale, e tenente del 20° Reggimento Bersaglieri e Egidio Rovelli, aspirante del 5° Reggimento Bersaglieri, anche lui con trascorsi al Milan. Persero la vita con altri 5000 soldati dell’Intesa nella Battaglia dei Tre Monti per essere decorati di medaglia d’argento al valor militare.

GENOA CFC

1.          Luigi

FERRARIS

25/08/15

2.        James Richardson

SPENSLEY

10/11/15

3.        Adolfo

GNECCO

26/10/15

4.        Alberto

SUSSONE

07/11/16

5.        Pasquale

LISSONI

 

6.        Enrico

 Rossi

 

7.         Claudio

CASANOVA

20/04/16

Rispetto all’elenco de “Il Nastro Azzurro”, secondo quanto riportato dal Museo del Genoa e citato da Massimo Prati (vedasi le fonti Pianeta Genoa e Gli eroi del calcio riportate in calce), di soci e di giocatori del Genoa morti nella Prima Guerra Mondiale ce ne furono molti altri: Gianni Ballestrero, Giuseppe Benvenuto, Emanuele Bombrini, Egisto Bucciarelli, Carlo Cormagi, Luigi Fossati, Alessandro Gazoppi, Natale Giacobbe, Emilio Giordo, Attilio Isola, Pietro Lagomaggiore, Mario Malagamba, Mario Storace, Carlo Marassi, Luigi Morello, Giuseppe Oppezzo, Ugo Piermartire, Emilio Rosina.

A testimoniarlo, la lapide commemorativa dei soci del Genoa caduti nella Prima Guerra Mondiale, posta all’interno dello Stadio Luigi Ferraris di Genova.

Tra i primi a cadere fu Luigi Ferraris, che dopo aver smesso di giocare nel 1911, nel 1915 decise di arruolarsi volontario. Assegnato come Tenente nel I° Reggimento di Artiglieria da Assedio, inizialmente schierato in ruoli di retrovia, chiese di essere mandato in prima linea. Il 15 agosto 1915 scrisse: “Siamo in guerra per riuscire e non per riportare la pelle a casa!”. Parole che per lui furono purtroppo profetiche. La mattina del 23 agosto 1915, a Cima Maggio, un colpo di Sharpnel lo uccise all’istante. Fu sepolto dai compagni sul luogo, a quota 1875. Il suo coraggio in guerra gli valse una medaglia d’argento al valor militare che oggi giace sepolta sotto la gradinata nord dello stadio di Genova, che gli fu dedicato nel 1933, in occasione dei quarant’anni dalla fondazione del club.

Tra i giocatori del Genoa che non seppero mai di essere campioni d’Italia 1915 ci furono il portiere Adolfo Gnecco che morì sul Monte Santo a nord-est di Gorizia il 26 ottobre 1915 e il difensore Claudio Casanova che morì per le ferite il 20 aprile 1916 a Genova. Nella carriera di Casanova figura anche una presenza in nazionale, in occasione di un match a Berna contro la Svizzera, giocato nel maggio del 1914.

Un altro personaggio di spicco a morire nella Grande Guerra fu il fondatore del club e vero pioniere della diffusione del football in Italia, James Richardson Spensley. Nato a Londra nel 1867, ufficiale medico presso una compagnia marittima, si trasferì a Genova in compagnia di Edoardo Pasteur, nipote del celebre Louis. Nel nostro paese Spensley si ambientò facilmente soprattutto attraverso lo sport: entrò prima a far parte del club genoano di cricket e atletica, per poi aprirne la sezione calcistica nell’aprile del 1897 e cimentarsi come giocatore. Divenne poi dirigente e arbitro, contribuendo alla diffusione delle associazioni calcistiche e allo sviluppo del gioco tra i giovani. Arruolato nell’esercito inglese come medico di campo, mentre assisteva un soldato tedesco nemico, fu ferito, fatto prigioniero e rinchiuso al forte di Magonza, dove morì il 10 novembre 1915 a causa delle ferite subite. 

Il portiere del Genoa James Spensley

Proprio un tifoso del Genoa ha individuato la sua tomba nel cimitero militare di Niederzwehren, a Kassel, in Germania (Giuseppe Marcenaro, Il Secolo XIX, il 14 giugno 2016, ‘In Morte del Dottor Spensley. I Resti Ritrovati di James R. Spensley, Fondatore del Genoa’, pag. 39) dove spesso i tifosi genoani vanno a rendergli omaggio.

Più fortunato di loro fu Renzo De Vecchi, autentico fuoriclasse del calcio italiano tra gli anni ‘10 e ‘20, che esordì nel Milan ma divenne grande proprio nel Genoa e fu chiamato “Figlio di Dio”. Partecipò alla guerra ma ne uscì sano e salvo, come anche un ex calciatore del Genoa: Giuseppe Castrucci che fu impiegato sui dirigibili. Durante una missione di bombardamento il suo mezzo fu colpito e Castrucci fece da zavorra umana e consentendo all’aeronave di atterrare in luogo amico. Per questa azione fu decorato con la medaglia d’oro al valor militare.

SPEZIA

1.           Alberto

PICCO

16/06/15

2.         Gabrielli

IVO

08/10/15

3.         Giuseppe

GATTI

01/07/16

4.        Ciro

ORSINI

05/07/18

5.         Alberto

PICCO

16/06/15

6.         Bruno Giuseppe

ZAMBELLI

02/10/18

7.         Luigi

DU JARDIN

giu-16

8.         Giovanni

VERRÉ

estate 17

Alberto Picco, il capitano e marcatore del primo gol dello Spezia, Sottotenente degli alpini, combatté solo 21 giorni prima di morire sul Monte Nero, in seguito alle ferite riportate durante un attacco alla baionetta. Re Vittorio Emanuele II gli concesse motu proprio la medaglia d’argento al valor militare e la squadra dello Spezia gli dedicò lo stadio che ancora oggi porta il suo nome.

JUVENTUS

1.          Biagio (detto Gino)

GOGGIO

28/07/15

2.        Antonini

LEOPOLDO

01/06/16

3.        Nicolò

CANEPA

01/07/16

4.        Mino

CURTI

01/06/16

5.        Benigno

DALMAZZO

01/07/16

6.        Luigi

FORLANO

24/09/16

7.         Cesare

UNGHINI

01/04/16

8.        Enrico

CANFARI*

22/10/15

Il 22 ottobre 1915 ci lasciava da eroe nella terza Battaglia dell’Isonzo il tenente di fanteria Enrico Canfari, fondatore della Juventus insieme al fratello Eugenio e un gruppo di amici. Quando si appassionarono al pallone, Enrico ed Eugenio Canfari decisero di concedere la bottega di famiglia come primissima sede della società. Eugenio fu il primo presidente della Juventus nel 1897, ma il passaggio delle consegne a Enrico nel 1898 fu una semplice successione tra due persone che avevano sempre lavorato fianco a fianco. La presidenza di Enrico Canfari durò tre anni. Durante il suo ultimo anno di presidenza, Enrico si cimentò come giocatore e proseguì nel 1901, salvo poi trasferirsi in Lombardia e giocare nel Milan nel 1903 e nel 1904. Ironia della sorte: proprio nel 1904 la Juventus eliminò il Milan nella semifinale di campionato.

In seguito, Enrico Canfari fu arbitro, guardalinee e, fino al 1915, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri e maestro dei nostri migliori direttori di gara. Gli fu conferita la medaglia d’argento per l’azione svolta a Monte San Michele il 22 ottobre 1915, “primo nell’attacco alla trincea nemica, caduto eroicamente, mirabile esempio a tutti”.

Il primo luglio fu ucciso sul Monte Interrotto il sottotenente della 162° Brigata Ivrea Benigno Dalmazzo, calciatore e cannoniere della Juventus con 49 presenze e 25 reti tra il 1910 e il 1915: a lui dedicarono un cippo tuttora visibile nel luogo della sua dipartita dove c’è scritta la frase: “Guidando i suoi fanti all’assalto qui periva da prode”.

PRO VERCELLI

1.          Felice

MILANO

11/01/15

2.        Michele

BOSSOLA

 

3.        Salvaneschi

EMILIO

11/01/15

La Pro Vercelli in quegli anni vinceva scudetti e faceva innamorare tutti del calcio: tre dei suoi calciatori perirono al fronte. Tutti con una luminosa carriera ma, soprattutto, i sogni di una vita ancora davanti. Il più famoso è Felice Milano, nato nel 1881 che, con il fratello Giuseppe è stato uno degli eroi della mitica Pro Vercelli capace di vincere i primi cinque scudetti. Milano II tra il 1907 e il 1913 disputò ben 90 partite con la Pro, realizzando 35 reti. Con l’Italia esordì nel 1912 contro la Francia e fece parte, nel 1913 a Torino dell’Ital-Pro Vercelli (9 giocatori bianchi) che superò 1-0 il Belgio. Felice Milano cadde combattendo valorosamente come caporale di fanteria nel novembre del 1915 a Zagora, sulla sponda dell’Isonzo ora slovena. Caduti inoltre Michele Bossola, che con i bianchi disputò due campionati, e la giovane promessa Eugenio Salvaneschi, giunto a un passo dalla prima squadra.

TORINO

Secondo alcune fonti indicate in calce, al fronte sono caduti i seguenti tesserati del Torino: Bardi, Berta, Bertagnoli, Biano I e II, Bini, Brunelli, Campioni, Caldelli, Del Piano, Goggio, Marchino, Motta.

CASALE

1.         Giuseppe

FERRINO

 

Tra le vittime del conflitto anche un calciatore allora formalmente campione d’Italia Giuseppe Ferrino del Casale, che aveva vinto il campionato nel 1913/14. In realtà in quella stagione Ferrino giocò solo la finalissima di ritorno a Roma contro la Lazio, secondo alcune fonti in quell’occasione segnò perfino uno dei due gol con cui i Nero stellati chiusero la pratica (dopo il 7-1 dell’andata). Sul campo di battaglia Ferrino è meno fortunato. Tra i primi a partire in quanto classe 1890, viene assegnato all’artiglieria da campagna, come Ferraris, ma in un altro reggimento: il V. Sopravvisse quasi fino alla fine ma il 4 ottobre 1918, un mese esatto prima della fine della guerra, fu colpito nella sua postazione nei pressi di Giavera. La sua lapide è al sacrario dei caduti del Montello, l’ossario di Nervesa.

SOCIETÀ PODISTICA LAZIO

1.          Alberto

CANALINI

27/05/17

2.        Orazio

GAGGIOTTI

01/11/16

3.        Enrico

LAVIOSA

01/11/17

4.        Valerio

MENGARINI

27/08/17

6.       

 RIVALTA

 

7.         Lorenzo

GASLINI

7/1/19

Alberto Canalini non fece ritorno perché cadde eroicamente in combattimento a Jamiano sul Carso il 27 maggio 1917. Orazio Gaggiotti, Capitano, caduto sul Monte Pecinka il 1° novembre 1916 a quota 308. Classe 1891, si arruola volontario nel 2° Reggimento Bersaglieri nel 1911, poi diventa Caporale e Sergente. Allievo Ufficiale nel 1912. È nominato Sottotenente di Fanteria ed assegnato all'XI Reggimento Bersaglieri. Capitano dal maggio 1916. Enrico Laviosa, Sottotenente, caduto sul fiume Livenza nei pressi del Monte Vodice nel novembre 1917. Il suo Reggimento si distinse nelle battaglie sul Col di Lana, sul Monte Grappa e sul fiume Livenza. Attaccante e centrocampista. Gioca nella seconda squadra della Lazio nel campionato del 1911, nel 1915 è in prima squadra in alcuni incontri. Decorato con Medaglia d'argento al Valor Militare con questa motivazione: "Mortalmente colpito da una bomba a mano, incurante di sè, incitava i compagni a proseguire l'opera e spirava col nome della madre sulle labbra". Lorenzo Gaslini, morto nel 1919 per malattia contratta in guerra. Proveniente dal Milan, fu preso dalla Lazio mentre svolgeva il servizio militare a Roma e giocò nel ruolo di portiere dal 1912 al 1913. Partecipò alla finale nazionale contro la Pro Vercelli nel 1913. Partito per il fronte come Sergente del 1° Granatieri, fu poi impegnato come pilota di aerei. Morì, in seguito a malattia polmonare contratta durante la Prima Guerra Mondiale, il 7 gennaio 1919.

LE ALTRE

Come Alberto Picco (vedi La Spezia), un altro combattente a cui è dedicato lo stadio della propria città è Giovanni Zini, che fu portiere della Cremonese. Non fu vittima delle pallottole ma delle malattie: morì a Cividale del Friuli il 2 agosto 1915 per un’infezione tifoidea.

 

(Altri due stadi, quello di Empoli e quello di Montelupo Fiorentino sono intitolati a un calciatore morto durante la Guerra, Carlo Castellani, anche se in questo caso si tratta del secondo conflitto mondiale: natoMontelupo Fiorentino, fu una delle colonne storiche dell'Empoli. Attaccante, fu il miglior marcatore del club toscano con 61 gol in 145 presenze fino a fine 2011, quando Francesco ‘Ciccio’ Tavano (168 reti in 311 match) gli rubò il primato. All'alba dell'8 marzo 1944, le forze dell'ordine si presentarono in casa Castellani con l’obiettivo di portare con loro il padre David, antifascista, che era a letto malato. Carlo si offrì al suo posto, senza sapere che dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, sarebbe stato deportato nel campo di concentramento di Mauthausen (Austria) e poi al campo di lavoro di Gusen, L'11 agosto 1944 morì. Gli stadi di Empoli e di Montelupo Fiorentino, suo paese natale, gli vennero dedicati).

 

Tornando alla 1a Guerra Mondiale, a soli 19 anni cadeva nel 1916 sul Monte Zugna, tra l’Adige e la Vallarsa, il sottotenente del 4° Reggimento Alpini Erminio Giana, nato a Gorgonzola e decorato di medaglia d’argento. In questo caso, la città lo ricorda ancora oggi non con l’intitolazione dello stadio ma attraverso la denominazione della società di Gorgonzola, la Giana Erminio, appunto. Nello stesso giorno, il 10 giugno 1917, caddero sia Umberto Vallesella (Vicenza), sul Monte Zebio, e il Tenente Alpino Luigi Eschini (Pisa), morto invece sull’Altopiano di Asiago. Entrambi furono decorati con la medaglia d'argento al valor militare.

Non furono certo risparmiate le squadre del centro-sud: il Naples perse Teodoro Capocci, Sottotenente dei Granatieri di Sardegna pluridecorato con una medaglia d’oro e una d’argento al valor militare, caduto per difendere una posizione a Cesuna, sul Monte Cengio. Sul Pasubio nel maggio 1916 morì Salvatore Caputi dell’Ideale Bari.

Ad Asiago perì il capitano del 5° Reggimento Bersaglieri Giovanni Grion, nato a Pola in Istria: a lui nel dopo guerra fu intitolata la squadra di calcio della città.

Un'altra bandiera venne ammainata a Bologna: Guido Della Valle, tra i fondatori del club, fratello del campionissimo e capitano Giuseppe, cadeva in guerra e come lui finivano Bianchi, Brivio, Pifferi e Sala. Tra gli ultimi calciatori a morire in guerra ci fu Aldo Brivio portiere del Bologna, ucciso il 15 giugno 1918 sul Monte Grappa.

Moriva anche Guido Alberti, centrocampista di talento, di origine svizzera, che dallo Spinola Football Club di Genova (seconda categoria) passa all’Andrea Doria nel 1910-1911 dove resta fino al 1914-1915, quando si arruola  nell’esercito come tenente medico. Ferito mortalmente a Grumolo delle Abbadesse, in provincia di Vicenza, morì il 16 ottobre 1918, in un ospedale da campo a Gorizia.

ANDREA DORIA

1.          Rodolfo

GAVINELLI

1918

2.        Cesare

DE MARCHI

28/08/15

3.        Carlo

GALLETTI

27/03/15

4.        Armando

FAVA

dic-15

5.        Adolfo

GNECCO

26/10/15

6.        Angelo

GROSSO

21/08/17

7.         Michele

NIZZA

11/11/15

8.        Sereno

SARDI

12/03/16

9.        Giovan Battista

 VAGGE

01/03/16

10.    Luigi

GAYA

 

11.      Sereno

SARDI

mar-16

12.    Ernesto

GIORDANO

 

13.    Carlo

GARBIERI

 

14      Guido

ALBERTI

16/10/18

VARALLO SESIA

 

VIGANÒ

estate 16

US CREMONESE

1.          Giovanni

ZINI

02/07/15

2.        Giorgio

ASIOLI

01/05/17

3.        Carlo

BELLONI

01/05/17

4.        Carlo

LANFRANCHI

23/05/17

5.        Rinaldo

ROSSI

giu-16

ATALANTA

1.          Gino

BOTTAZZI

lug-16

U.S. MILANESE

1.          Ferdinando

STRADA

15/08/15

2.        Antenore

CARRARA

 

3.        Ezio

BURBA

 

4.        Mario

BARBIERI

feb-16

5.        Cesare

REPOSSI

 

6.        Alessandro

RADICE

03/11/15

7.         Costante

COLOMBO

 

8.        Giovanni

DE MAESTRI

 

9.        Rodolfo

CAVERZAGHI

 

10.    Bruno

VOLÈBELE

 

AMC

1.      Luciano

AIRAGHI

lug-16

PRO SESTO

1.          Dino

GORIO

mag-16

COMO

1.      Aldo

GORIO

02/11/15

US PAVESE PAVIA

1.      Alfredo

VIGONI

nov-16

2.    Luigi

PALESTRA

 

3.    Domenico

GARIMOLDI

 

NAZIONALE LOMBARDIA

1.          Pietro

CAMOLI

giu-16

2.        Gildo

CANALI

giu-16

3.        Luigi

BELLONI

giu-16

4.        Ettore

ANTONINI

giu-16

5.        Antonio

MAI

giu-16

6.        Carlo

BRIOSCHI

giu-16

7.         Cesare

MILANI

dic-15

8.        Osvaldo

PATANI

 

VARESE FC

1.      Luigi Bruno

MORELLI

28/05/17

BERGAMASCA

1.      Attilio

BONAITI

lug-16

FLORENTE FC

1.          Umberto

BRICCOLA

lug-17

VIGOR TORINO FC

1.          Antonio

ALLORA

ott-15

MINERVA TORINO FC

1.          Pietro

ANTONIETTI

dic-15

VARALLO SESIA

1.          Giuseppe

VIGANÒ

estate 16

VERONA

1.          Cellino

CANERA

mag-16

2.        Carlo

VIGEVANI

25/06/17

3.        Francesco

ZANONI

28/09/15

ELLADE

1.          Angelo

BERTOLDI (fondatore)

lug-16

2.        Guido

MENINI

22/07/16

TREVISO

1.          Giuseppe

METELKA

 

2.        Tullio

TRAVISI

14/06/17

DOLO

1.          Arrigo

GASPARINI

ott-15

2.        Remo

DE MARCHI

mag-17

ENOTRIA GOLIARDO

1.          Mario

GIURIATI

ago-16

2.        Renzo

BERETTA

dic-15

3.        Carlo

PAVESI

gen-16

4.        Augusto

BANFI

ott-15

JUVENTUS ITALIA FC

1.          Cesare

UNGHINI

apr-16

2.        Mino

CURTI

giu-16

3.        Leopoldo

ANTONINI

giu-16

ARDITA FC

1.          Giovanni

RONCHEGALLI

dic-15

MIBERVA FC

1.      Giuseppe

DEBERNARDI

 

2.    Alfonso

MORO

mag-16

UDINESE

1.          Armando

BERNARDINIS

29/08/17

2.        Antonio

FIOR

26/10/16

3.        Mario

 PARONI

15/08/16

4.        Gino

BALETTI

 

5.        Adolfo

MANTICA

 

AC PADOVANA

1.          Silvio

APPIANI (fondatore)

ott-15

BOLOGNA

1.          Antonio

FONTANA

gen-17

2.         Aldo

BRIVIO

 

3.         Guido

DELLA VALLE

 

4

BIANCHI

 

5

PIFFERI

 

6

SALA

 

MODENA

1.          Mario

ROSSI

giu-16

AUDAX

1.          Adelmo

GASPARINI

dic-15

RAVENNA

1.          Mimmo

GORGOLINI

 

REGGIO

1.          Attilio

VANESELLA

 

2.        Gino

JORI

29/11/16

3.        Ulderico

PEDRONI

03/10/16

US LIVORNESE

1.          Carlo

CIAMPI

dic-15

2.        Gaetano

PECE

dic-15

3.        Carlo

BENEDETTI

dic-15

4.        Enzo

COMPARE

dic-15

LUCCA

1.          Giulio

DINELLI

12/10/16

FIRENZE

1.          Mario

RESCHIGNA (socio fondatore)

27/05/16

2.        Renato

ZAVATTARO (presidente)

30/11/15

3.        Ugo

UGHI

30/11/15

4.        Gaspare

BOTTARI

mag-16

PISA

1.          Mario

BINI

20/07/17

2.        Luigi

ESCHINI

10/06/17

PERUGIA

1.          Brunone

MONETA

25/05/17

ROMAN

1.          Giorgio

BOMPIANI

30/07/15

2.        Luigi

POCATERRA

12/10/15

PRO ROMA

1.          Mario

MIGNANI

(socio)

2.        Giuseppe

MERLI

ott-15

US FLAMINIA

1.          Raffaele

CONFORTI (fondatore)

06/08/16

2.        Cesare

BERTONI

mag-17

NAPLES FC E SS NAPOLI

1.          Teodoro

CAPOCCI

giu-16

2.        Ruggero

VALLE

giu-16

3.        Aristide

DI DIO

mag-17

4.        Francesco

NOLA

1916

5.        Francesco

AGOSTINO

dic-15

6.        Mario

CANONICA

 

7.         Vincenzo

APICELLA

 

8.        Giuseppe

GARGIULO

 

9.        Ermindio

CASACCHIA

 

10.    Filippo

PELLIZZONI

 

IDEALE BARI

1.          Salvatore

CAPUTI

29/05/16

2.        Pierino

FAVIA

dic-15

3.        Carlo

LOIACONO

08/09/16

4.        Natale

LOIACOMO

giu-16

GINNASTICA GARIBALDI

1.          Carlo

MUSOLINO

04/05/16

PALERMO

1.          Federico

SCLAFANI LABOMIA

 

VIGOR FC

1.          Roberto

BOTTONI

 

2.        Mario

DEGANI

 

3.        Armando

PIZZIGONI

dic-15

4.        Mario

ROVEDA

dic-15

SS IRIS

1.          Giovanni

CURTI

ott-15

2.        Paolo

BERETTA

ott-15

3.        Arturo

RURALE

ott-15

4.        Mario

POSLA

dic-15

5.        Amleto

CALDIROLA

13/11/15

FORZA E SPERANZA

1.             Giovanni

REFIEUNA

apr-16

CLUB LIBERTAS

1.          Teodoro

BUZZETTI

ott-15

SAVOIA

1.          Scipione

ZANARDI

lug-17

VERRONE

1.          Pietro

VIALARDI

giu-16

2.        Giovanni

ZANCARDI

giu-16

 

Tra loro, ci sono anche alcuni calciatori che hanno vestito la maglia Azzurra: Virgilio Fossati dell’Inter, Rodolfo Gavinelli dell’Andrea Doria, Gino Goggio della Juventus, Claudio Casanova del Genoa, Francesco Bontadini dell’Inter e Felice Milano della Pro Vercelli. Altri due Azzurri, Ettore Leale del Genoa e Carlo Galletti dell’Andrea Doria, sono riusciti a tornare dalle loro famiglie. Smise di giocare a causa delle ferite riportate in guerra anche Attilio Trerè, presente nel primo incontro della Nazionale con la Francia disputato il 15 maggio 1910 all’Arena Civica di Milano.

 

Fonti:

http://www.istitutodelnastroazzurro.org/

il giornale di vicenza (I calciatori al fronte che morirono per l’Italia, di Alessandro Lancellotti, 1 agosto 2018)

https://www.glieroidelcalcio.com/calciatori-morti-fronte/

https://www.combattentiereduci.it/notizie/dagli-scarpini-agli-scarponi-i-calciatori-durante-la-prima-guerra-mondiale

https://www.laziowiki.org/

https://www.pianetagenoa1893.net/

https://www.lapresse.it/calcio/2019/01/25/dai-campi-da-gioco-alla-guerra-il-sogno-infranto-di-sei-giovani-calciatori/