Trento

Il gioco è per tutti

Calcio e integrazione a Mezzocorona

venerdì 24 marzo 2023

Il gioco è per tutti

Giovanni Depaoli lavora dal 2005 come educatore presso la Cooperativa Sociale “Grazie alla Vita” di Mezzolombardo, una realtà che accoglie 33 persone disabili provenienti dal territorio della Piana Rotaliana, Lavis e la Val di Non. A livello sportivo ha iniziato ad allenare nel 2003 con i giovani calciatori dell’Attività di Base della US Rotaliana; dopo aver conseguito il patentino Uefa B nel 2010, ha iniziato a lavorare con le prime squadre, sia come vice in Eccellenza, sia come allenatore nelle categorie inferiori. Tornato all’ASD Rotaliana ha guidato l’Under 17 e successivamente l’Under 19, sulla cui panchina siede per il quarto anno consecutivo.

Lo scorso 6 marzo 2023 si è svolto a Mezzocorona un allenamento condiviso tra i ragazzi dell’Under 19 del Mezzocorona, Under 19 della Rotaliana e 4 ragazzi della Cooperativa, denominato "Calcio e integrazione, il gioco è per tutti". Un allenamento concluso con una partitella, sostenuta a gran voce dai ragazzi dell’Under 13 gialloverde, e dal racconto fatto da Giovanni ai presenti dell’esperienza appena conclusa, prima della pizzata finale. Abbiamo pensato di chiedergli due righe per il nostro sito e questo è il suo contributo:

Ringrazio la FIGC per l'invito, perché ritengo importante aver l'opportunità di affrontare la tematica scelta oggi in questa sede. Causa le disabilità intellettive, fisiche e relazionali, spesso queste persone non riescono a trovare spazio nelle attività sportive e in quelle del giuoco del calcio in particolare. La FIGC ha recepito la problematica ed ha organizzato questo evento, una vera opportunità alla quale mi ritengo fortunato ad averne fatto parte. Tale incontro ha rappresentato un'opportunità significativa per gli ospiti del nostro centro diurno, ma nella stessa misura per i miei ragazzi dell'Under 19, che hanno avuto occasione di vivere un'esperienza arricchente e formativa. Sono convinto che affrontare il tema della disabilità rappresenti un reale strumento per "educare", perché grazie al loro semplicemente stare, esserci, vengono trasmessi nella maniera più diretta e immediata, i valori che nella vita hanno importanza.

Ho modo di vedere segnali importanti da parte dei giovani per quanto riguarda i valori, che condizionano le scelte che facciamo a livello inconscio ed hanno un impatto nelle stesse scelte. Se facciamo delle scelte rispettando i propri veri valori, otterremo dei buoni risultati, perché sono parte integrante di noi stessi e rispecchiano pure la nostra anima. Ci sono purtroppo gravi episodi nella società d'oggi, che evidenziano una mancanza di valori ed un forte disorientamento nel mondo giovanile. Ho la fortuna di allenare un gruppo di giovani che risponde presente a metodi di duro lavoro: rimango convinto che questo permetta al giovane di conoscere e imparare cosa significhi "sacrificio", in una società dove si insegna l'esatto opposto, ovvero in cui si può avere tutto e subito, con troppa facilità. Io non credo a questo messaggio che si vuole trasmettere ai nostri giovani e insegno al gruppo che alleno, un primo valore fondamentale: la necessaria fatica nel lavoro. Il secondo valore deve essere collegato al primo ed è il piacere nel condividere il lavoro. Per far sì che questi due punti siano strettamente legati tra loro, deve esserci indubbiamente una condivisione all'interno del gruppo.

Il gruppo è unito quando l'obiettivo del singolo corrisponde all'obiettivo di ogni elemento della squadra. Senza usare frasi retoriche o pensieri astratti, porto un esempio attuale, e ripenso a qualche giorno fa, dando un giudizio su quanto visto sul campo da gioco. Non mi riferisco al risultato ottenuto, perché è limitante, ma alla prestazione offerta dal gruppo. La partita poteva terminare anche con una sconfitta, ma il mio giudizio non cambiava al termine della stessa. Il gruppo aveva lavorato bene nei giorni imminenti alla gara, in campo l'intento di ogni componente era chiaro, cioè dare tutto per il bene della squadra. Questo rappresenta un dato oggettivo, è un atteggiamento concreto. All'interno del nostro gruppo vi sono etnie diverse, personalità diverse, vissuti diversi...imparare a conoscersi, accettarsi e condividere assieme un percorso è la prima vittoria. L'esperienza vissuta sul campo tra gruppo Under 19 e ragazzi disabili è stato un esempio lampante di condivisione.

Le basi per l'inclusione nel mondo del calcio sono quindi rappresentate, nel modo in cui io vivo lo sport, da un'educazione trasmessa ogni giorno sul campo dall'allenatore, il quale oltre ad insegnare la tecnica e la tattica del calcio, deve riuscire a trasmettere i veri valori. Le regole sono fondamentali all'interno di questo percorso di crescita, perché aiutano il giovane a seguire quella che è la direzione, l'obiettivo; solo così si aiuta a creare il futuro, rappresentato oggi da tutti i giovani presenti sul campo di Mezzocorona in questa occasione indetta dalla FIGC. Ringrazio i giovani per aver partecipato e per il modo in cui si sono messi in gioco. I miei ospiti del centro si porteranno a lungo nel cuore questa serata."