
Tavola Rotonda: "Il nostro calcio"
01 aprile 2025
martedì 1 aprile 2025
Suor Raffaella è una donna speciale che ha scelto di essere generativa in un modo diverso dal solito: da anni coordina una famiglia fuori dagli schemi che, in una bellissima casetta affacciata sul mare di Quercianella (LI), ospita una decina di bambini e adolescenti in affidamento; bambini i cui genitori, almeno temporaneamente, non sono nelle condizioni di accudire e di educare i propri figli. E così, nel ruolo di genitori di riserva per un periodo di tempo determinato, intervengono (a seguito di un provvedimento del tribunale dei minori) suor Raffaella e la sua squadra di educatrici.
Suor Raffaella che oggi si appresta a vivere una giornata molto sui generis come “allenatrice” di una squadra di calcio. “Io e il calcio siamo su due pianeti diversi, vi confesso che è uno sport che proprio non mi piace. Però domani verrò volentieri a vedervi perché sono affezionatissima a voi”, aveva spiegato ai ragazzi dell’Orlando under 17 la suora più famosa di Livorno, fra l’altro direttrice della Caritas diocesana fino a pochi anni fa, e non a caso riconosciuta e salutata da diversi genitori e addetti ai lavori non appena lei e i suoi bambini sono scesi dal pulmino per fare il loro ingresso sul terreno di gioco super-spelacchiato del quartiere Corea.
La presenza di suor Raffaella e degli ospiti della casa famiglia alla partita dell’Orlando è parte di un bel percorso di amicizia che dallo scorso ottobre sta legando la squadra livornese alla casa Papa Francesco. Nella casa famiglia ogni venerdì pomeriggio i giovani calciatori con la tuta bianca, azzurra e blu si mischiano ai bambini e agli adolescenti “padroni di casa” e studiano insieme, giocano insieme e partecipano insieme alle attività proposte dalle educatrici. E allo stesso tempo incontrano altri volontari di diverse età, parlano con le educatrici e con i bambini, e piano piano imparano a conoscere il funzionamento della casa famiglia, facendo il tifo per questi bimbi che si trovano loro malgrado a vivere lontano dai propri genitori e che comunque non si perdono d’animo, ma al contrario dimostrano ai ragazzi dell’Orlando tanta voglia di apprendere, di socializzare, di voler bene e di farsi voler bene.
A cura di Tommaso Giani