Scarpe da calcio “Pantofola d'oro” modello tre stelle, anno 1968

Notizie

Nel 1950 Emidio Lazzarini, riceve in eredità l’azienda di famiglia, il “Calzaturificio Lazzarini”. Al tempo Emidio, lottatore e calzolaio, si dedicava con successo alla disciplina della lotta indossando però scarpe scomode e inadatte. Decide così di confezionare da se stesso le sue calzature, rendendole morbide e confortevoli. La voce si diffonde, e altri lottatori si rivolgono a lui per avere scarpe su misura. Lazzarini intuisce che la sua idea di scarpa può interessare ad altri atleti. E inizia la sua avventura: fa le scarpe per l’Ascoli, la squadra di football della sua città, e il successo è immediato: tutti i giocatori diventano suoi affezionati clienti. La scarpa presto si perfeziona, raggiungendo un altissimo livello di qualità, fino a diventare la calzatura di riferimento in campo sportivo, in particolare per il mondo del calcio, rivoluzionando le caratteristiche di questo sport. Soprattutto grazie all’uso di pelli di vitello eccezionalmente morbide, che sostituirono il cuoio rigido normalmente usato, permettendo così libertà di movimento al piede e garantendo un controllo di palla unico. Inoltre la forma ergonomica della calzatura assecondava perfettamente la forma del piede. Nel 1959 è proprio John Charles, il leggendario giocatore della Juventus, a battezzare così le scarpe che i campioni di tutte le più importanti squadre di calcio vogliono, e vorranno, anche ai loro piedi. La fama di queste calzature passa da Capello a Cerezo, da Di Stefano a Mancini fino ad arrivare ai piedi di Dino Zoff, simbolo della nazionale italiana per la terza volta campione del mondo nel 1982. E’ quello il periodo in cui Pantofola d’Oro passa dalle scarpe totalmente nere alle tre stelle ricamate, simbolo del marchio. Allora infatti non esistevano alberghi a quattro, cinque stelle. Solo le tre stelle, come nella cucina, simboleggiavano il lusso, ed è per questo motivo che da allora le tre stelle adornano orgogliosamente ogni paio di Pantofola d’Oro.