Scarpe da calcio, 1950 ca.

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Le scarpe sportive nascono nel XVI° secolo. Era il 1526 quando il sovrano inglese Enrico VIII chiese al cordaio della Real Casa, Cornelius Johnson, di realizzare un paio di scarpe per giocare a palla. Si trattava di scarpe in cuoio durissimo simili a degli stivaletti. Erano sprovviste di tacchetti, che vennero integrati solo qualche anno dopo, in cartone pressato, con forme piuttosto rudimentali. I primi veri scarpini da calcio risalgono agli inizi dell’800. Si trattava di scarpe pesanti circa 1kg costruite in spesso cuoio e alte fino alle caviglie per proteggerle; erano dotate di tacchetti in ferro sotto le suole. Nel 1825 vengono fabbricate le suole di caucciù. Dobbiamo aspettare le Olimpiadi del 1896 per cominciare a notare la diffusione delle vere e proprie scarpe da calcio, e quindi lo sviluppo delle prime aziende produttrici in questo settore: Gola (1905), Valsport (1920), Hummel (1923). Nel 1948 i fratelli Dassler, Adolf e Rudolf, fondano, rispettivamente, i marchi Adidas e Puma. Queste due case introducono i tacchetti in gomma e l’uso di materiali sintetici accostati al cuoio per alleggerire il peso delle scarpe. Il primo grande salto di qualità si ha nel dopoguerra, era precisamente il 1954 quando vennero create le prime scarpe “Adidas” in grado di adattarsi alle condizioni atmosferiche, le calzature con tre strisce sono ai piedi della nazionale Tedesca allo stadio di Berna per la finale del Campionato del Mondo. C’é anche Adolf Dassler, che a fine primo tempo scende negli spogliatoi e modifica le scarpe dei calciatori cambiandone i tacchetti per meglio adattarle alle condizioni del terreno bagnato: la Germania quell’anno vincerà il suo primo Campionato del Mondo contro l’Ungheria e Adolf Dassler entrerà nella storia grazie alle sue “scarpe miracolose” con tacchetti intercambiabili. Negli anni’60 Adidas e’ il leader nel mercato della scarpa da calcio, al mondiale del’66 in Inghilterra il 75% dei giocatori arrivati alla finale indossava scarpini Adidas, negli stessi anni, Pele’ indossava Puma. In questo periodo nascono altre importanti case specializzate nell’abbigliamento sportivo: Mitre (1960), Joma (1965) e Asics (1964). Altro grande momento di evoluzione sono gli anni ’70. Sono gli anni dei primi contratti milionari di sponsorizzazione per i calciatori, e si cominciano a vedere i primi scarpini colorati. Nasce nel 1977 la Diadora, prima azienda a fare le scarpe colorate, ed è italiana. Nel 1979 vedee la luce la scarpa più venduta nella storia, la scarpa da calcio che ancora adesso fa innamorare i ragazzi di questo sport, la mitica Copa Mundial, scarpa leggera e versatile in pelle di canguro. Negli anni ’80 nascono l’inglese Umbro (1985), l’Italiana Lotto e la spagnola Kelme (1982). Sono gli anni ’90 che fanno però registrare un incremento vertiginoso della concorrenza con l’avvento dell’americana Nike. La competizione sul mercato aumenta e le tre big three monopolizzano il mercato iniziando una vera e propria corsa all’innovazione.