I protagonisti DCPS

Fabio Fischietti (Pescara Percorsi fs): "Non cambierei la nostra squadra per nessun’altra al mondo!"

“È stata una Pasqua serena, in famiglia, seppur insolita. Il pensiero comune per i ragazzi  è stato quello che comunque stavano bene, in salute, mentre molta gente lottava in ospedale per sopravvivere”

venerdì 17 aprile 2020

Fabio Fischietti (Pescara Percorsi fs):

“È stata una Pasqua serena, in famiglia, seppur insolita. Il pensiero comune per i ragazzi  è stato quello che comunque stavano bene, in salute, mentre molta gente lottava in ospedale per sopravvivere”.

Comincia così la chiacchierata con Fabio Fischietti, coordinatore del progetto riabilitativo e allenatore in seconda della Pescara Percorsi fs che partecipa per il secondo anno consecutivo al Torneo della DCPS in Abruzzo in rappresentanza del Pescara Calcio. Attento e sempre presente, continua a lavorare ed è in contatto costante con i suoi ragazzi che sente quotidianamente. Distanti ma tutti uniti anche nella lontananza, in attesa di poter tornare di nuovo in campo ancora più motivati e determinati come ci racconta in questa intervista dando voce anche ai suoi calciatori.

“Come stanno vivendo questo isolamento forzato? La quarantena viene vissuta il più possibile in maniera costruttiva, anche se durante il giorno si evidenziano, seppur in maniera lieve, fattori di stress quali frustrazione e noia. Per quanto riguarda me, invece, continuo a lavorare. Infatti, anche se le attività di gruppo dell’Associazione Percorsi sono sospese, la segreteria della sede regionale, nonché sede della Pescara Percorsi fs, è comunque operativa  e in equipe abbiamo attivato il servizio di supporto psicologico telefonico gratuito, denominato Antivirus”.

Come interagite con i ragazzi? Avete organizzato qualche attività a distanza?
“Abbiamo un gruppo whatsapp denominato Percorsi calcio a 7, creato lo scorso anno dopo una delle tante partite del torneo di Quarta Categoria. Eravamo soliti riunirci a pranzo dopo le giornate di calcio e, durante uno di questi momenti conviviali, il capitano della squadra propose e si prese l’incarico di creare il suddetto gruppo, quotidianamente molto operativo ed oggi utile più che mai per mantenere un contatto quasi immediato. Ogni giorno ci si saluta, ci si confronta, si scherza e a volte inseriamo qualche attività di stimolazione cognitiva per distrarci un po'”.

Questa situazione farà cambiare le priorità nella vita di ciascuno? Pensa che cambieranno anche le sue?
“Probabilmente sì. Ritengo che la pandemia ci stia permettendo di interrogarci e riflettere sulla nostra qualità della vita, ci consente di fare un bilancio esistenziale e credo che per molti cambieranno le priorità, valorizzando ancor di più i legami non tanto familiari, bensì sociali, con gli amici, i colleghi di lavoro ed anche i compagni di squadra. Restando nel nostro contesto, sono sicuro che, una volta tornati alla normalità, anche la vita in campo e nello spogliatoio verrà affrontata con uno spirito di maggiore appartenenza al gruppo”.

Si è chiusa anticipatamente la stagione sportiva a causa dell’emergenza sanitaria da Covid- 19. Ripensando al calcio d’inizio c’è una fotografia di gruppo che conserva nel cuore?
“Sicuramente la prima foto ufficiale scattata in occasione della prima giornata della stagione calcistica 2020, prima di affrontare i carissimi amici di Giulianova. In quel fermo immagine vedo tutto: la gioia, le aspettative, la carica, i sogni, l’orgoglio e gli obiettivi della squadra maturati nel corso degli allenamenti settimanali, unita più che mai per vincere il torneo e rifarsi del secondo posto raggiunto la stagione precedente, onorati di esserci. Purtroppo in quella foto mancano diversi giocatori, assenti in quella giornata per diversi motivi. Ovviamente pensiero e cuore sono rivolti anche a loro”.

Ci descrive la sua squadra? Qual è la caratteristica principale dei suoi ragazzi?
“Faccio una premessa: in qualità di psicoterapeuta mi occupo principalmente dell’aspetto psicologico della squadra, coadiuvando però anche il lavoro del mister, Ferruccio Ferri. Tornando alla domanda posso rispondere con una frase che ripeto spesso ai miei giocatori: 'non cambierei la nostra squadra per nessun’altra al mondo!'.  Negli anni ho avuto la fortuna di giocare con diverse squadre, ma giocatori come quelli della Pescara Percorsi fs non ne ho mai trovati. Il valore di ogni singolo ragazzo, la forza, la sensibilità che esprimono sono indescrivibili, in tono un po’ provocatorio direi un esempio per molti “campioni” che si vedono in TV. Le loro qualità emergono soprattutto nelle partite più difficili da affrontare e durante le trasferte, quando magari ci ritroviamo a dormire in albergo per qualche giorno. Lì si può toccare con mano la grande forza del gruppo e da lì sono convinto che nascano le nostre vittorie; non soltanto sul campo, ma soprattutto fuori dal rettangolo verde”.

Quanto è importante per i ragazzi scendere in campo con la maglia del Pescara Calcio? Come vivono questo senso di appartenenza?
“Importantissimo ed il rapporto con il Club è molto cordiale, ma lascio la parola ad alcuni dei giocatori (Antonio, Andrea, Loris, Riccardo, Germano, i due Pasquale, Vincenzo, Filippo e Luisiano), riportando un riassunto delle loro dichiarazioni:

“Scendere in campo, soprattutto con la divisa del Pescara Calcio e, in generale, far parte della squadra è importante perché motivo di svago, di divertimento, fa riscoprire il senso dello sport e per alcune ore ci allontana dalle nostre problematiche: ci fa veramente bene. Inoltre, è utile sia dal punto dell’autodisciplina che relazionale: ci fa crescere. Partecipare ad un torneo è poi costruttivo oltre che positivo per non lasciarsi troppo andare per quanto riguarda la condizione fisica; aggiunge, a quanto scritto sopra, spirito di competizione e impegno per raggiungere degli obiettivi, anche ambiziosi; e tutto questo è rilevante perché ti spinge a vivere uno stile di vita sano, importante per affrontare una competizione sportiva. Dispiace per l’annullamento del torneo in quanto eravamo molto carichi, ci siamo allenati molto per metterci in forma ed eravamo desiderosi di fare goal e vincere, ma comprendiamo la reale necessità del periodo e rispettiamo le regole sociali e sportive, sfruttando la sospensione per riflettere su quanto ci sta attorno, sperando che tutto finisca bene. Dispiace anche per lo staff della DCPS che si è fatto il mazzo per lavorare bene per questa stagione. Al prossimo campionato. Noi ci saremo e, considerato che siamo un gruppo unito, lo vinceremo!”

Quanto è difficile il ruolo di allenatore in generale e soprattutto quanto diventa una figura importante in momenti delicati come questo?
“Nel complesso, la figura di allenatore è importantissima per validare appieno l’esperienza sportiva e mettere i ragazzi nelle condizioni di partecipare ad un reale allenamento e non ad una semplice attività riabilitativa 'protetta'. In momenti come questo poi, sapere che si ha sempre una figura sportiva di riferimento, ti aiuta a mantenere l’adesione con la realtà della squadra, a 'restare sul pezzo'. Riguardo la difficoltà del ruolo, mister Ferri afferma che non ha grossi problemi da affrontare, avendo la fortuna di allenare un gruppo di ragazzi collaborativi e sufficientemente attenti ma, soprattutto, molto affettuosi”.

Si descriva: un suo pregio e un suo difetto.
“Un pregio, direi l’attenzione verso la squadra, e la certezza che tutto quello che faccio nasce dal cuore. Un difetto, la pignoleria: a volte infatti pretendo un po’ troppo, salvo poi ravvedermi quando mi accorgo che i ragazzi stanno dando tutto e anche di più”.

Quale messaggio darebbe ai suoi ragazzi in questo momento?
“ Direi loro che mi mancano moltissimo ma allo stesso tempo, come abbiamo imparato in tanti anni di calcio, dico di non mollare: presto ci rivedremo e torneremo a correre, sudare e giocare insieme”.